Fra le tante realtà templari (ordini, confraternite ed associazioni), più o meno riconosciute (escludendo massoni e truffatori), merita sicura attenzione quella presieduta dal conte Marcello Cristofani della Magione, l'Ordine della Milizia del Tempio (Poveri Cavalieri di Cristo), serissima e benemerita associazione religiosa cattolica laicale, toscana ed internazionale, che si occupa di formazione spirituale, culturale e storica, difesa degli ideali cavallereschi e dalla Tradizione cattolica (anche della Santa Messa in latino), sostegno all'autentico scoutismo, iniziative sociali e di solidarietà.
mercoledì 30 ottobre 2013
giovedì 24 ottobre 2013
Milano: conferenza sui Templari e gli Ordini Cavallereschi
Milano, mercoledì 6 novembre 2013 - ore 18.30
Palazzo Isimbardi sede della Provincia di Milano
Via Vivaio 1 angolo Corso Monforte
Conferenza sui Templari e gli Ordini Cavallereschi
Interverrà il Prof. Alessio Varisco
studioso, ricercatore, giornalista e scrittore
autore del libro: "La soluzione dei Templari"
Porteranno il loro saluto:
l'On. Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano
ed il Dott. Riccardo Borgonovo, Sindaco di Concorezzo
Moderatore: Nob.Cav.Dott. Roberto Jonghi Lavarini
venerdì 18 ottobre 2013
Convegno Internazionale a Madrid
Importante convegno scientifico internazionale, a Madrid, sull'attualità degli Ordini Cavallereschi.
lunedì 14 ottobre 2013
Verità e solidarietà...
Verità e solidarietà...
Volutamente, non ne ho mai fatto vanto ma, di fronte ai buonisti radical chic dell'ultima ora che strumentalizzano politicamente la tragedia di Lampedusa, accusando di razzismo chi non si allinea al loro pensiero unico, mostro questa onorificenza della Somalia che mi è stata concessa per il mio impegno sociale internazionale, "senza distinzione di razza e di religione". Fin da quando ero Presidente di Zona 3, Porta Venezia a Milano, abitata da tanti Italiani provenienti dal nostro ex impero coloniale, mi sono sempre occupato, non solo della loro integrazione, ma del benessere del popolo somalo. Insieme agli amici capi della loro comunità in Italia e grazie all'indispensabile aiuto dell'amico Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, abbiamo finanziato e portato a termini diversi aiuti umanitari concreti. Questa era ed è la via maestra della autentica solidarietà: l'Europa deve aiutare i popoli africani a casa loro, evitando queste tragiche migrazioni di massa, portando loro, oltre che aiuti economici e sanitari, la nostra Civiltà: ovvero istruzione e formazione, tecnica e lavoro, ordine e giustizia. Roberto Jonghi Lavarini
venerdì 4 ottobre 2013
Nuova rubrica del Conte Federico Sagramoso sulla Nobiltà
Che fine ha fatto l’aristocrazia…?
Con “Cappa e Penna” proviamo a riscoprirla
Che fine ha fatto l’aristocrazia? Esiste ancora dopo il referendum che sancì il passaggio dal Regno alla Repubblica? “Cappa e penna” è qui per provare a raccontarvi la nobiltà nel terzo millennio, una nobiltà diversa rispetto a quella, vera o presunta, che si vede in televisione descritta spesso come arrogante e fuori dal tempo e dallo spazio. Oggi gli aristocratici, in particolare coloro che potremmo definire, usando un espressione mediaticamente diffusa, “di terza generazione” (cioè nati dopo l’avvento della Repubblica e anche dopo la morte di Re Umberto II) non sono una massa di disadattati dediti a maltrattare il maggiordomo (anche se qualcuno ancora lo fa) e a inveire contro l’ammissione dei borghesi in alcuni circoli esclusivi (anche se qualcuno ancora lo fa). “Cappa e penna” proverà a raccontarvi, tramite il punto di vista, chiaramente non esaustivo, di chi scrive, come vive l’aristocrazia italiana di oggi mediante opinioni riguardo argomenti d’attualità e riflessioni di costume per mostrarvi una realtà di aristocratici, certamente ancora nostalgici di una monarchia troppo lontana per essere oggi restaurata, troppo vicina per essere dimenticata, ma che in ogni caso, come tutti, hanno ben compreso di vivere nel terzo millennio. L’aristocrazia (o almeno una buona parte di essa) di oggi accetta la società in cui vive magari guardando con un certo distacco molti avvenimenti di attualità e la volgarità che spesso li circonda. Infatti, nonostante ( forse proprio per questo motivo) la nobiltà italiana oggi non abbia più quel potere politico ed economico e quel prestigio sociale che nei secoli la contraddistinse, non manca di tenere fede e memoria (certo, con alcune notevoli eccezioni) alle tradizioni e, soprattutto, ad un certo modo di essere e comportarsi che, oggi più che mai, risulta essere il più significativo tentativo di conservare una eredità culturale antica quanto la storia dell’umanità (fin dai tempi delle città-stato sumere in Mesopotamia si riscontra, a livello sociale, un’idea di nobiltà) e che la Costituzione repubblicana, figlia di un referendum sulla cui veridicità molti ancora oggi (forse negli ultimi anni, a seguito di alcune testimonianze, ancora più che nei passati decenni) esprimono dubbi, ha voluto forse un po’ troppo frettolosamente provare a cancellare. Chi scrive pensa chiaramente che tale tentativo di far scomparire una realtà sociale che, per sua natura, è stata protagonista di millenni storia umana non sia andato a buon fine; in gran parte dell’Europa e del mondo l’aristocrazia gode di diverse forme di riconoscimento che variano dal valore legale in paesi dove la monarchia è tuttora in auge o ad un’eredità culturale riconosciuta in vari livelli nei paesi che hanno invece adottato un ordinamento istituzionale di tipo repubblicano (livelli naturalmente molto variabili: si va ,ad esempio dalla Repubblica di Romania dove all’ormai ex sovrano ed ai suoi eredi vieni tuttora riconosciuto in Costituzione il titolo di “Re” alla Repubblica di Francia dove viene tutelata l’eredità artistica ed araldica legata alla nobiltà francese). Oggi vogliamo dirvi che “Cappa e penna”, il cui nome è doppiamente evocativo (sia verso i duelli “Cappa e spada” simbolo dell’aristocrazia medioevale e rinascimentale, sia verso l’espressione “carta e penna” da sempre richiamo al giornalismo) ha chiare la finalità: tentare, senza pretendere di essere completa, di spiegare e divulgare nelle prossime uscite quei valori e quelle tradizioni culturali che rischiano di essere oggi in Italia (rischio condiviso peraltro con gran parte del panorama culturale italiano a prescindere dalla provenienza) forse ingiustamente accantonati.
Federico Sagramoso
Segui “Cappa e Penna” due volte a settimana, solo su IP
Il giovane Conte Federico Sagramoso,
Volontario dell'Ordine di Malta e Guardia d'Onore al Reale Pantheon
venerdì 20 settembre 2013
Convegno Nazionale 2013 della Società Italiana di Studi Araldici (SISA)
martedì 17 settembre 2013
L'ERACLIANO della Accademia Collegio DE' NOBILI
Esaltazione della Santa Croce
14 settembre 1986 – 14 settembre 2013
Festa per la fondazione de L’ERACLIANO
Il nostro Preside Marcello Falletti di Villafalletto nel 1986 ebbe la geniale idea di fondare il giornale L’ERACLIANO; doveva riportare tutte le attività della nostra antica Istituzione, poi dal secondo numero divenne non solo un informatore, ma un giornale culturale: storia, fede, letteratura, poesia, arte e pittura, teatro, vite di santi, presentazioni di libri, cultura varia, interviste ecc.
Se si pensa che in principio uscivano 3 pagine ciclostilate, poi aumentate a 6 e 12, sempre ciclostilate, fino ad arrivare alla stampa tipografica in bianco e nero; ne abbiamo fatta di strada! Le pagine sono poi aumentate, ma il formato era troppo grande e scomodo sia per spedire che per rilegare. Siamo arrivati al 1997: L’Eracliano è stato registrato al Tribunale di Firenze al n. 4698 in data 23.05.1997 ed il Preside, diventato ufficialmente il Direttore Responsabile, si è dovuto iscrivere all’Ordine dei Giornalisti per poter continuare il suo operato.
La rivista ha preso, pochi anni dopo il 1997, la forma attuale ed oltre ad immagini e foto in bianco e nero, abbiamo inserito in qualche pagina anche foto a colori. In seguito si è provata a farla stampare tutta a colori e così è andata avanti fino ad oggi.
Negli anni passati riuscivamo ad avere più abbonamenti e contributi anche dagli Accademici, oltre che dagli amici de L’Eracliano e dell’Accademia, ma adesso è molto difficile sopravvivere perché le spese di spedizione sono più che triplicate alcuni anni fa e la stampa a colori è veramente costosa.
Auspichiamo che questo anniversario porti più attaccamento e dedizione all’Accademia e a L’Eracliano e qualche mano generosa in più. Il nostro santo patrono Giovanni Gualberto, i nostri coprotettori San Michele Arcangelo, San Giorgio M. e la Beata Maria Domenica Brun Barbantini e la Vergine Maria “Mater Boni Consilii” certamente ci permetteranno, col loro aiuto divino, ad andare avanti.
Confidiamo, comunque, nel vostro aiuto e nelle vostre offerte: Ccp N. 31214505.
Adesso, la spiegazione del nome L’Eracliano. Molti Accademici e Lettori, in questi anni, ci hanno chiesto il significato di questo nome ed il Preside ripetutamente ha scritto un articolo per spiegarlo. Poiché spesso ci viene richiesto e non possiamo ripubblicarlo, vi educo sull’argomento:
“Secondo la tradizione, Elena, madre dell’imperatore Costantino, durante un pellegrinaggio ai luoghi santi nel 326 rinvenne la vera croce di Cristo; ne avrebbe portata una parte a Roma e collocata nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme da lei fondata. La parte rimasta a Gerusalemme fu compresa nel bottino di guerra che Cosroe II di Persia pretese dopo l’occupazione della Città santa nel 614, ma fu recuperata dall’imperatore Eraclio I, nella crociata intrapresa contro i persiani e riportata trionfalmente a Gerusalemme nel 628. La festa odierna fu istituita a memoria di quella vittoria. La croce è simbolo del trionfo d’amore.”
Quindi da Eraclio I: L’Eracliano.
Fraternamente con sentiti auguri e che la Croce di Cristo ci salvi!
Claudio Falletti di Villafalletto
Gran Cancelliere
Accademia Collegio de’ Nobili
Iscriviti a:
Post (Atom)
















